Ale Guzzetti

Affective robot, 2014

Nato a Tradate (Va) nel 1953, vive e lavora a Saronno (Va) e Milano.
Ha studiato presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera di Milano. Parallelamente ha condotto studi e ricerche di musica elettronica assistita dall’elaboratore presso il Politecnico di Milano e il Centro di Sonologia Computazionale dell’Università di Padova. E’ stato PhD researcher presso l’ Università di Plymouth UK, School of Computing, Communications and Electronics; presso il Centro Ricerche sul Contemporaneo di Brera, Milano; presso il CE.R.CO, Centro ricerca antropologia ed epistemologia della complessità, Università di Bergamo.
Ale Guzzetti, tra i primi artisti italiani dediti all’arte tecnologica e interattiva, lavora dal 1983 alle forme e ai circuiti elettronici delle sue sculture sonore.
Questi circuiti sono capaci di produrre immagini, suoni, voci e quindi di generare piccole sequenze melodiche o di recitare frammenti poetici.
Lo spettatore può, attraveso la prossimità, il contatto e la manipolazione diretta di parti delle sculture, interagire con esse, modificando così il volume, i timbri, le altezze, i cicli di ripetizione e le pause di ogni evento.
Negli anni ‘90 ha allargato la ricerca artistica con gli acquarelli elettronici (immagini sintetiche tratte da motivi musicali processati da un elaboratore) e i vetri parlanti (sculture in vetro soffiato capaci di ascoltare e rielaborare i suoni circostanti, di vedere e riprodurre l’immagine degli spettatori attraverso micro-telecamere, di emettere segnali luminosi interattivi con gli eventi ambientali).
Le sue più recenti ricerche sono orientate alla robotaca.

Dal 1999 lavora anche al progetto “techno gardens”: installazioni di nano-sculture robotiche, micro-oggetti tecnologici alimentati dalla luce solare dislocati in ambienti naturali del pianeta quali i Giardini di Villa Panza a Biumo, il Bytc Park di Pechino, I parchi del Marocco, le Isole Galapagos, i vulcani dell’Ecuador e delle Isole Azzorre, le isole artificiali degli Emirati Arabi, il deserto dell’Uzbekistan, i parchi naturali e i giardini zen del Giappone ecc. seguito dal similare progetto “Museumbugs”
Ha esposto in Italia, Francia, Germania, Austria, Danimarca, Olanda, Finlandia, Albania, Libano, Canada, USA, Hong Kong. Premiato nella sezione Interactive Kunst del prestigioso Prix Ars Electronica di Linz nel 1991 e dalla Civica Galleria di Arte Moderna di Gallarate nel 1997 per l’arte digitale. Invitato nel 1998 alla Mostra Biennale di Venezia Aperto Vetro. Tra i cento artisti del mondo invitati dal Victoria & Albert Museum di Londra nella mostra “The Next Millennium Museum” nel 2000. Tra le sedi di mostre personali: Fondazione MUDIMA di Milano e la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.
Sue sculture vengono acquisite in numerose collezioni private, fondazioni e musei di tutto il mondo. In particolare nel 1997 dal Museo di Arte Moderna di Gallarate; nel 2002 dalla Galleria Nazionale di Praga per la Collezione Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea; nel 2003 dal Corning Museum of Glass New York, nel 2005 dal Museen im Antonierhaus –Memmingen; nel 2006 dal Museo del Tesoro della Cattedrale di Aosta; nel 2007 dal Museum fur Sepulkralkultur di Kassel. Nel 2012 Museum Cimetiére du Sud di Tounai (Belgio).

Cena da Titti, 1989
Bachcage, 1992
S-Orso History, 2006
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